Granchi

scritto da Malchevada
Scritto 12 mesi fa • Pubblicato 12 mesi fa • Revisionato 12 mesi fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Malchevada
Autore del testo Malchevada

Testo: Granchi
di Malchevada

Uno scoglio, un ciuffo d'alghe e la bassa marea: da un anfratto spunta fuori un granchio, assaggiare quelle alghe è il suo obbiettivo. È nuovo di quello scoglio ma non è uno sprovveduto e immobile sotto il sole cocente osserva circospetto schiumando bolle di sale dalla bocca: sa bene che decine di occhi nascosti lo stanno osservando, li sente addosso, bisogna muoversi con attenzione e prepararsi al peggio.

Allarga le chele e avanza, quelle alghe sono troppo invitanti per essere lasciate lì a seccare al sole, ma ecco che da una tana vicina spunta fuori un rivale: tronfio e fiero sembra deciso a rivendicare il proprio territorio, quello scoglio è suo, tutto ciò che il mare porta su quello scoglio è suo, dunque quelle alghe sono sue!

Sembrano usciti da un vecchio film western: i due granchi si osservano da una distanza di sicurezza ma pronti all'attacco. Il primo granchio non si lascia intimidire e con uno scatto deciso piomba sul ciuffo d'alghe stringendolo a sè. Quella mossa brusca e inaspettata sorprende il rivale che ora è furioso ma anche intimorito da tanta prepotenza, eppure bisogna agire, quella spavalderia è inaccettabile, non è certo il primo intruso che affronta e non ha alcuna intenzione di lasciarlo fare.

Fermo al suo posto spalanca le chele agitandole in aria nervosamente, il suo è un chiaro gesto di protesta: sul suo scoglio nessuno può fare il proprio comodo senza dargliene conto. Chiaramente la questione non è quello stupido ciuffo d'erba, qui si discute di predominio, di ordini e gerarchie, di rispetto e sottomissione: quel nemico va affrontato e scacciato, o quanto meno domato e assoggettato, assolutamente!

Ma l'intruso è deciso, strappa un pezzo d'alga e lo assaggia, sotto gli occhi del rivale che ormai si vede costretto a intervenire.

I due si azzuffano senza esclusione di colpi bassi e stilettate precise, sotto il peso dei loro carapaci maldestri il ciuffo d'alghe finisce per disfarsi completamente e in quel parapiglia i due contendenti, ancora avvinghiati, ruzzolano in acqua.

Quella caduta li separa ma nessuno dei due ha intenzione di cedere spazio al nemico e così entrambi si affrettano a raggiungere alla chetichella la sommità dello scoglio.

Il ciuffo d'alghe è ormai ridotto a una insulsa marmellata verdastra, i due ansimano sfiniti ma visibilmente tesi, si osservano in cagnesco dai loro angoli opposti: non è finita certo qui! 

Il mondo animale può apparire molto diverso nelle sue infinite forme ma alcuni aspetti sono comuni a tutte le razze: pronti a parteggiare per il proprio capo, incoraggiati da quella calma apparente, dalle altre tane ecco spuntare gli altri granchi.

Avendo cura di non sporgersi mai troppo, sempre pronti a una rapida ritirata, i crostacei di entrambi i fronti iniziano a commentare l'accaduto. L'ipocrisia e la falsità ha presto il sopravvento, frasi fatte, discorsi retorici e volgare chiacchiericcio animano ormai i loro discorsi, ma proprio nel pieno di questa frenesia di massa un'onda improvvisa spazza via dallo scoglio tutti i presenti lasciando sulla sommità un nuovo regalo: un'acciuga stramazzata!

C'è silenzio, l'acciuga è lì, immobile sotto il sole cocente, e profuma di buono, sarebbe anche sufficientemente grande da poter sfamare quell'intera comunità di granchi, ma ve l'ho detto: qui non è di cibo che parliamo, qui si discute di potere e di dominio, di fazioni e di avversari, di chi è convinto di avere ragione e di chi non sarà mai disposto ad ascoltare le ragioni altrui. 

Seguì una rissa furiosa...il resto? Il resto lo sapete già!

Granchi testo di Malchevada
8